Dal fattore di rischio al paziente a rischio - 1-2 Aprile

Dal fattore di rischio al paziente a rischio - 1-2 Aprile

Razionale

L’ipertensione arteriosa rappresenta il più importante fattore di rischio cardiovascolare modificabile.

Nonostante la disponibilità di numerosi studi clinici, la pubblicazione di autorevoli linee guida, la possibilità di potersi avvalere di validi presidi diagnostici e di un corredo farmacologico efficace, in Italia solo il 40% dei pazienti presenta dei valori pressori ben controllati e per tale motivo si verificano ogni anno migliaia di eventi cardiovascolari potenzialmente evitabili, che a loro volta sono causa di decessi, disabilità, sofferenze con un aumento dei costi diretti ed indiretti.

Tutto questo suscita delle riflessioni profonde ed un dibattito costante sulla necessità di avvalerci di un percorso diagnostico terapeutico che garantisca una gestione ottimale del paziente iperteso.

Identificare nuovi pazienti, favorire un inquadramento diagnostico con un’attenta stratificazione del rischio cardiovascolare e poterne seguire il follow up rappresentano i cardini di un percorso che andrebbe seguito con una gestione condivisa tra le diverse figure professionali ed i centri di II livello.

L’obiettivo del corso è di approfondire le diverse tematiche inerenti la prevenzione e la cura dell’Ipertensione arteriosa attraverso una corretta misurazione della pressione arteriosa, la ricerca dei diversi fattori rischio CV, l’identificazione del danno d’ organo sub-clinico ed un approccio terapeutico che tenga conto delle modificazioni dello stile di vita e di una terapia farmacologica ottimizzata nell’arco delle 24 ore.

Sorvegliate speciali saranno l’inerzia terapeutica e la scarsa aderenza al trattamento con la ricerca di soluzioni adeguate a raggiungere il buon controllo pressorio.

Negli ultimi anni si è assistito ad un aumento sempre più crescente dell'interesse della comunità scientifiche e della classe medica per le proprietà funzionali delle grandi arterie, ed in particolare per la rigidità (stiffness) arteriosa come parametro fisiologico e clinico. Ampio spazio sarà riservato, pertanto allo studio dell’onda di polso (PWV), in considerazione del fatto che numerosi studi hanno dimostrato l’importanza della velocità dell’onda sfigmica quale predittore di morbilità e mortalità cardiovascolare.

Infine, saranno discusse le criticità della gestione condivisa, con una disamina attenta delle diverse tematiche e la possibilità di proporre delle soluzioni in grado di migliorare anche attraverso i canali telematici il confronto tra le diverse figure professionali.

 

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