Il paziente psicogeriatrico tra soma, psiche e cognitività | Hotel Villa Itria, Viagrande | 5/6 Novembre 2021 -------------------------

Il paziente psicogeriatrico tra soma, psiche e cognitività | Hotel Villa Itria, Viagrande | 5/6 Novembre 2021 -------------------------

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Razionale

Ogni corpo che invecchia è modificato dalle malattie, spesso croniche, che si sommano durante gli anni; patologie cardiovascolari, osteoarticolari, pneumologiche, alle quali si aggiungono i disturbi cognitivi e psico-affettivi. A parità di multimorbosità l’anziano vissuto in un certo ambiente, supportato o meno da un certo contesto familiare e socia- le, aiutato o prostrato da un certo livello economico, presenta, mantiene, regredisce o migliora la sua capacità funzionale, intesa come capacità di autodeterminarsi con il suo corpo nello spazio e nei vari spazi di vita, svolgendo attività di base su se stesso e attivi- tà più complesse nell’ambito del domicilio o al di fuori di esso. In questa frastagliata varietà di condizioni ogni anziano arriva ad essere un solo risultato di tante somme e differenze, quozienti e prodotti che le diverse variabili durante il corso della vita hanno inciso in lui. Il grado di fragilità e la multimorbosità di ciascun anziano rivestono un ruolo fondamentale per segnarne il destino. La fragilità rappresenta quindi una modali- tà individualizzata di invecchiamento del corpo e le viene attribuito un significato di patologia. La multimorbosità, definita come coesistenza di multiple condizioni patolo- giche nello stesso individuo, è molto comune nella popolazione anziana, può influire negativamente sulla qualità di vita, incrementare i bisogni sanitari e far vivere in disabili- tà un periodo più lungo di vita. In questo contesto c’è una estrema eterogeneità nelle variazioni età correlate delle abilità cognitive. Questa varietà rende molto difficile la comprensione dell’invecchiamento cerebrale. La traiettoria del decadimento cognitivo fisiologico non è la stessa per tutti e, talora, nello stesso individuo differiscono anche le traiettorie delle singole capacità cognitive. Le differenze sono in parte dovute agli eventi di vita, allo stato di salute, all’educazione, a fattori attitudinali ed emotivi, alla situazione socio-economica e alla genetica. Molte patologie croniche favoriscono nell’anziano l’insorgenza di una vasculopatia cerebrale a livello dei piccoli e/o grandi vasi. La sindrome metabolica ad esempio incrementa l’incidenza di demenza vascolare ed il rischio di progressione da Mild Cognitive Impairment (MCI) a demenza (Atti et al., 2019). L’iperintensità della sostanza bianca cerebrale che spesso si riscontra nelle immagini TC risulta influenzata dall’età, dall’ipertrofia del ventricolo sinistro, dal diabete mellito ed è associata al fumo e all’ipertensione arteriosa (Ferreira et al., 2017). Ogni anziano con queste condizioni presenta un variabile grado di vascolarità a livello cere- brale che causa quadri clinici compatibili con una depressione vascolare o con una demenza vascolare ma che può anche accelerare il peggioramento clinico delle forme neurodegenerative. In molti casi risulta davvero difficile delimitare il confine tra le forme neurodegenerative e quelle vascolari. Il rischio di depressione è tre volte supe- riore in presenza di multimorbosità rispetto a chi non presenta alcuna patologia cronica (Read et al., 2017). Spesso la depressione si manifesta con sintomi somatici e questo confonde il quadro clinico dell’anziano. Una depressione che insorge in età anziana è più spesso associata a decadimento cognitivo ed a fattori di rischio vascolare come ipertensione arteriosa e diabete mellito (Hashem et al. , 2017) e può precedere, accom- pagnare o seguire il disturbo cognitivo. Questo rende sfumati i limiti tra un’entità e l’altra. Ogni corpo che invecchia ha una sua storia peculiare. Porre una diagnosi psico- geriatrica su un corpo “complesso” risulta ogni volta una sfida, una ricerca di confini spesso sfumati in un ampio spettro di possibilità dove corpo psiche e cognitività sono strettamente legati. Il medico, nel modellare una diagnosi psicogeriatrica, appare più artista che scienziato, uno scultore, che, con i suoi strumenti di lavoro, ovvero le cono- scenze scientifiche, cerca di dare forma ad un’entità poliedrica ogni volta unica e varia- bile nel tempo.

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